Joel Meyerowitz ed il tempo
L’anno scorso di questi tempi mi trovavo al Tate Modern di Londra e sono rimasto molto colpito dalla mostra fotografica di Joel Meyerowitz, in particolare da queste sue parole: “Capii che il tempo era luce”.
L’anno scorso di questi tempi mi trovavo al Tate Modern di Londra e sono rimasto molto colpito dalla mostra fotografica di Joel Meyerowitz, in particolare da queste sue parole: “Capii che il tempo era luce”.
Einstein ci ha spiegato (e noi poi lo abbiamo verificato) che la velocità della luce è finita, ed è sempre la stessa: circa 299.792.458 m/s (nel vuoto), qualsiasi sia il sistema di riferimento considerato. Questo semplice fatto porta a delle conseguenze assurde, come la dilatazione dei tempi e la contrazione delle lunghezze, che però sono vere e provate. In questo articolo vorrei concentrarmi in particolare su una cosa: quello che vediamo è passato. Più siamo lontani da un oggetto, una persona, più tardi ci arriverà la sua immagine.
Siamo finalmente arrivati all’esperimento più sorprendente della meccanica quantistica: l’interferenza di Young. Young in realtà ideò questo esperimento nel 1801 senza avere minimamente idea di cosa significasse la parola “quanto”, il suo era uno studio sull’interferenza delle onde luminose. Tuttavia, più di un secolo dopo, è stato ripreso per verificarne la correttezza anche per le particelle di luce, i fotoni. Feynman di questo esperimento diceva: “…sta al cuore della meccanica quantistica. In realtà ne contiene l’unico mistero”. Oltre a dimostrare che le particelle si comportano come onde e viceversa (dualismo onda-particella, sul quale torneremo più avanti), con questo esperimento ci rendiamo conto del fatto che il nostro sguardo può influenzare in modo significativo il corso degli eventi. Buona lettura.
Ecco il secondo risultato sperimentale di cui volevo parlarvi, si tratta dell’effetto fotoelettrico. È un fenomeno abbastanza semplice da spiegare ma presuppone, come il precedente, l’abbandono delle teorie classiche a vantaggio della meccanica quantistica.
Ho pensato che non potevo iniziare direttamente parlando della meccanica quantistica celebrandone la rivoluzione senza citare anche quello che c’era prima, cosa ha scatenato il tutto, le reazioni dei fisici di fronte alle prime crepe della fisica classica. Così farò prima qualche post su questi argomenti, in seguito passeremo a goderci i risultati della teoria e la sua stravaganza. In questo primo articolo parliamo del tostapane :) Buona lettura.
Riprendiamo con un post leggero. Vi siete mai soffermati a riflettere sulla natura delle equazioni? Intendo cioè sul modo in cui la matematica mescola in una stessa formula materie diverse per dare origine a qualcosa di nuovo?
Dopo il primo articolo ho pensato: tutto decade? La fisica e le persone tendono a dare un significato diverso a questa parola, ma una cosa in comune c’è.